Lisbona tra maiolica bianca e azulejos

Un viaggio in Portogallo è un viaggio in una terra che ha l’aria perennemente decadente e senza tempo. Lisbona, la città della luce, ovunque luminosa. Dalla Baixa all’Alfama, dal Barrio Alto al tramonto su Belem, penombre e riflessi abbaglianti.

Sul famoso tram numero 28 (in portoghese Eléctrico 28), sferragliante a ogni incrocio e con tanto di campanella, ci si arrampica tra le pittoresche stradine dell’antico quartiere dell’Alfama sino al Miradouro di Santa Luzia, il belvedere più famoso di Lisbona

Prima tappa all’Antiga Confeteria de Belem  (84 rua de Belem, Lisbona), in  uno dei più bei quartieri di Lisbona. L’interno è un ex-convento decorato con gli azulejos, le tipiche piastrelle portoghesi.

Sono loro le Pasteis de Belem !!! Calde, traboccanti di crema avvolte da un guscio friabile di pasta sfoglia e spruzzate di zucchero a velo e cannella! Il bis verrà da se..

Il centro storico di Lisbona è un labirintico sali e scendi di stradine (travessas) in ripida pendenza… se volete risparmiare un pò di fatica assolutamente consigliati gli “elevadores“ e poi su e giù per il quartiere dell’ Alfama, quella sua atmosfera un pò malinconica, le case color pastello, le piazze soleggiate, i panni stesi ad asciugare, il vociare degli abitanti che si confonde con lo sferragliare dei tram, le grida dei gabbiani e in sottofondo vi capiterà anche di sentire le note struggenti del “fado” ed ancora tanti piccoli bar per un caffè  o le caratteristiche “tascas” (osterie) e le “casas do fado” (ristorantini) per una breve pausa mangiando bacalau (baccalà). A proposito, ci sono almeno 366 ricette diverse per onorare il Baccalà.

Altrettanto caratteristici i quartieri Baixa e Rossio con la piazza più bella di Lisbona Praca do Comércio. Il Bairro Alto, il quartiere trendy con negozi di vintage e di collezioni di designer e creativi portoghesi. Il Chiado, quartiere storico letterario e molto elegante con le sue boutique di griffe, le gallerie d’arte, i teatri e i caffè.

Per chi ama la lettura niente di meglio che perdersi tra gli scaffali della libreria Bertrand , la più antica libreria del mondo datata 1732, sita nel quartiere Chiado. Ed infine il quartiere di Belem, con i suoi magnifici monumenti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. La Torre di Bélem  proprio tra l’oceano e l’ingresso del fiume Tejo, il Mosteiro dos Jerònimos dove è sepolto l’esploratore Vasco da Gama, il Padrão dos Descobrimentos (il monumento alle Scoperte) uno dei monumenti più iconici di Lisbona, dà l’idea di una gigantesca caravella in pietra bianca con le vele spiegate.


Appena una gita fuori porta e siamo a Sintra al Palácio Nacional da Pena. Un castello grande e giallo come il sole, sembra uscire da un cartone animato.

Esterni del castello

E adesso andiamo a tavola…A Lisbona si mangia benone e si spende poco. Tante ricette a base di pesce, verdure, riso e legumi. Ci sono anche specialità di carne, ma il re indiscutibile della cucina lisbonese è il pesce, soprattutto sardine e baccalà o meglio il bacalhau, 366 ricette una per ogni giorno dell’anno, anche quello bisestile.

Assolutamente da mangiare sul posto e portare a casa la ricetta del polpo  à lagareiro: bollito, reso sublime sulla griglia e condito poi con olio extra-vergine d’oliva e aglio. L’accoppiata migliore è con  le batatas a murro, piccole patate cotte al forno con la buccia, leggermente schiacciate (il murro è il pugno) e salate.

Provare per credere. Bom proveito!

Capisci solo quando vai via che Lisbona ti ha rapito il cuore, la sua quotidianità fatta di gesti modesti, l’accoglienza delle persone, le signore anziane sedute fuori la porta, la loro tavola sempre pronta ad essere imbandita, i suoi palazzi intarsiati di Azulejos color cielo, il sole caldo che riflette sui marmi bianchi delle strade, il vento che spira dall’oceano, Lisbona è un’emozione che ti toglie il fiato in gola.

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