Stoccolma, la signora bella e vivace

Per la seconda volta ritorno a Stoccolma e ad accogliermi nuovamente il blu intenso del suo cielo e quelle nuvole bianchissime e leggere, quasi impalpabili e soprattutto la sua aria pulitissima. Ma Stoccolma si può vivere più e più volte. Ad abbracciarla 24.000 isole dell’arcipelago dello Skärgård sembrano volerla proteggere dal mare aperto, il freddo Mar Baltico. Immagino quanto dev’esser bello fare in estate un giro tra queste isole! Durante il solstizio d’estate, il giorno arriva a durare circa 18 ore e 37 minuti. 

Stoccolma è una città vivace, adagiata su 14 isole con tante cose da fare e da vedere. Qui tutto è perfettamente organizzato, la rete di trasporti è efficientissima, le strade pulite, la metro o come la chiamano qui la T Bana è un capolavoro di arte e design, attrezzatissima con ascensori ovunque! Suggestiva e misteriosa con i suoi scenari di roccia colorata, i dipinti, i mosaici e le installazioni futuristiche di varia natura merita davvero la nomina di “galleria d’arte più lunga al mondo”. Davvero un bell’esempio di Arte come ricchezza comune e cultura da condividere. Una curiosità: si deve a due donne artiste, Vera Nilsson e Siri Derkert, l’idea di tanta arte dentro una Metro. Brave, 10 e lode 


GAMLA STAN

Il centro storico, con le sue stradine medievali, la pavimentazione fatta di pietra e il fragrante aroma di dolci e biscotti alla cannella sembra davvero uscire da una favola per bambini. Ed è proprio qui che nasce l’ispirazione alla fantasiosa scrittrice Astrid Lindgren dalla cui penna è nata la simpatica Pippi Calzelunghe.

Ed ecco il cuore medievale di Gamla Stan, Stortorget (la “piazza grande”), circondata dalle case dei mercanti color pastello. Icone di Stoccolma le sue due piccole e case, la gialla e la rossa, le più famose della città.


L’isola di Djurgården per viaggiare attraverso le maglie del tempo

Lo “Skansen”, un vero museo all’aperto unico nel suo genere al cui interno è fedelmente riprodotta la vita agreste del secolo scorso

Fattorie, interni ed esterni caratteristici nei quali tutti sono vestiti con i costumi tipici dell’epoca e svolgono i mestieri che rappresentano, il vasaio, il vetraio, il tipografo, è un museo vivo, tutto è reale, le case, i fornelli delle cucine a legna che realmente cuociono le zuppe, le signore che preparano pane e biscotti, il latte appena munto per fare formaggi e burro e gli orti dietro casa…le radici vichinghe si percepiscono forti in una sintesi perfetta di vita rurale immersa in uno scorcio favolistico.

Dalla vita agreste alla vita marinara. E se andassimo a vedere un vero galeone svedese del XVII secolo? Lo si può ammirare sull’isola di Djurgården, al Museo Vasa. Affondò durante il suo viaggio inaugurale dopo poco più di 1000 metri di navigazione, investito da un’onda laterale. Insieme alla nave sono stati recuperati migliaia di oggetti, tra cui le ossa di numerosi uomini della ciurma, i loro oggetti personali e l’equipaggiamento di bordo. L’atmosfera è davvero impressionante..

Ma la tavola? Gli svedesi sono grandi amanti del mangiare sano e in modo naturale. Le materie prime sono il salmone, le aringhe, le aragoste, i gamberetti, la carne di alce, la renna e le patate.

Tra i piatti tipici abbiamo mangiato lo sformato di patate e salmone, l’aringa arrosto e le aringhe fritte con puré di patate e salsa di bacche!

Una pausa a cui gli svedesi tengono molto e quella del caffè, il suo nome è “Fika“. Il termine deriva da un verbo svedese che significa “uscire a bere caffè”, la tradizione vuole che in occasioni di riunioni e visite in casa, si dovrebbero offrire agli ospiti almeno sette tipi di torte da servire con il caffè. E allora gustiamo anche noi una buona tazza di caffè con uno di quei rotolini di tenera pasta profumati alla cannella, i “kanelbullar”.

Non possiamo farci mancare il cuore più goloso di Stoccolma: Il maestoso e regale Östermalms Saluhall, il mercato coperto più affascinante della città. Un’atmosfera  decisamente “scandinava”. Inaugurato il 30 novembre 1888 dal re Oscar II, è considerato uno dei più bei mercati al mondo ed è situato nel cuore di Östermalm, quartiere più alla moda di Stoccolma.

Da non perdere le praline di cioccolato fatte a mano da Betsy Sandberg Choklad (fondata nel 1926), la selezione di formaggi di gastronomia locali e salumi importati dal M Seger EFTR. Kött & Ost e le specialità di pesce fresco di Lisa Elmqvist che opera da oltre 80 anni. Provare per credere! Noi lo abbiamo fatto.

Anche la cucina giapponese a Stoccolma merita un plauso. Noi abbiamo gustato un ottimo shabu shabu fatto con fettine sottili di carne, pesci, crostacei, verdure cotte al momento in una pentola di brodo tenuta calda e sistemata in mezzo al tavolo.

Stavolta la ricetta da portare a casa è quella delle Kottbullar, le polpettine svedesi.

Per l’impasto, 600 gr di carne macinata, 2 patate lesse sbriciolate, 1 uovo, sale, pepe, noce moscata. Infarinare le polpettine e immergerle nel brodo bollente, appena cotte metterle da parte e nel brodo ristretto aggiungere la besciamella, la panna e la noce moscata. Unire le polpettine alla salsa e portare in tavola, accompagnare con un cucchiaio generoso di confettura di frutti rossi. Smaklig måltid!

E allora…un biglietto di   sola andata per Stoccolma?

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